Trattamenti · Sport medicine

Ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore

La rottura del LCA è uno degli infortuni sportivi più comuni e temuti. Trattandosi di un tessuto con scarsissima capacità di guarigione autonoma, nei soggetti giovani o attivi la soluzione d’elezione è spesso l’intervento chirurgico di ricostruzione.

Rappresentazione della ricostruzione del legamento crociato anteriore nel ginocchio
L’intervento

Come funziona
la ricostruzione

Oggi l’operazione viene eseguita quasi interamente in artroscopia, attraverso piccole incisioni e l’uso di una telecamera. Poiché il vecchio legamento non può essere semplicemente cucito, viene sostituito con un “innesto” (graft), prelevato da un’altra parte del corpo del paziente (autotrapianto) o, più raramente, da donatore.

Graft 01

Tendine rotuleo

Molto solido, ideale per atleti professionisti, ma può causare qualche fastidio residuo nella zona anteriore del ginocchio quando ci si inginocchia.

Graft 02

Tendini dei muscoli flessori (semitendinoso e gracile)

La scelta più comune: garantisce un ottimo recupero e un’incisione più piccola, sacrificando una minima parte della forza flessoria posteriore della coscia.

Graft 03

Tendine quadricipitale

Una via di mezzo moderna, sempre più utilizzata per l’ottimo bilanciamento tra resistenza e tollerabilità.

Le fasi del recupero

La vera chiave del successo

L’intervento chirurgico rappresenta solo il 20% del risultato; il restante 80% dipende dalla fisioterapia. Un percorso standard dura mediamente tra i 6 e i 9 mesi.

1 Settimane 1-4

Protezione e controllo

Ridurre il gonfiore, recuperare l’estensione completa e abbandonare progressivamente le stampelle.

2 Mesi 2-3

Rinforzo muscolare

Ripristinare il tono del quadricipite e dei flessori, migliorare la propriocezione (l’equilibrio).

3 Mesi 4-5

Corsa e agilità

Introduzione della corsa in rettilineo, balzi controllati e primi cambi di direzione leggeri.

4 Mesi 6-9+

Ritorno allo sport (RTS)

Test di forza simmetrica (almeno il 90% rispetto alla gamba sana) e riatletizzazione specifica.

Attenzione

Il “processo di ligamentizzazione”: nei primi mesi l’innesto biologico va incontro a una fase di necrosi cellulare prima di trasformarsi in un vero legamento resistente. Tra il 2° e il 4° mese il nuovo crociato è paradossalmente più debole rispetto al giorno dell’operazione: evitare carichi improvvisi o torsioni in questo periodo è fondamentale.

Attenzione

3 errori da evitare assolutamente

01

Avere fretta di correre

Il dolore scompare molto prima che il tessuto si sia integrato stabilmente nell’osso. Bruciare le tappe aumenta drasticamente il rischio di una nuova rottura.

02

Trascurare l’estensione

Molti si concentrano sulla flessione, ma la priorità assoluta nelle prime settimane è recuperare l’estensione completa: una perdita anche minima altera permanentemente la camminata.

03

Saltare i test di forza

Non si torna in campo “a tempo”, ma solo dopo aver superato test funzionali e isocinetici che certificano la simmetria muscolare tra le due gambe.

Return to Play

Il rientro allo sport
si certifica con i test

Per concedere il Return to Play in sicurezza si utilizza una batteria di test standardizzati chiamata LSI (Limb Symmetry Index): l’arto operato deve raggiungere almeno il 90% delle prestazioni di quello sano.

1 · Test di forza isocinetica

Macchinari specifici misurano la forza massima di quadricipite e flessori: la gamba operata deve raggiungere almeno il 90% della controlaterale. Si valuta anche il rapporto H/Q, fondamentale per la stabilità dinamica.

2 · Hop Tests (salto monopodalico)

Quattro tipi di salto (Single, Triple, Crossover e Timed Hop) valutano impatto ed esplosività su una gamba sola. Conta anche la qualità: l’atterraggio deve essere stabile, senza cedimenti del ginocchio verso l’interno.

3 · Test di agilità e cambi di direzione

T-Test, Y-Balance Test e Illinois Agility Test: percorsi di slalom e scatti per valutare decelerazioni e reattività del ginocchio nelle torsioni.

4 · Valutazione psicologica

La paura di farsi male di nuovo (kinesiofobia) porta a muoversi in modo rigido e innaturale. Questionari standardizzati come la scala ACL-RSI verificano che l’atleta abbia fiducia nel proprio ginocchio.

La checklist per il semaforo verde

Assenza totale di dolore e gonfiore dopo gli allenamenti
Estensione e flessione complete e simmetriche
Forza del quadricipite ≥ 90% rispetto alla gamba sana
Performance negli Hop Tests ≥ 90%
Test psicologici positivi (bassa kinesiofobia)
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